Belgio vs Iran
Belgium versus Iran presents the Group G favorite with the precise tactical challenge that has historically frustrated this golden generation's tournament campa
Pubblicato: June 6, 2026

Belgio vs Iran: quando la fluidità della difesa a quattro incontra la linea difensiva più solida dell’Asia
Il Belgio di Rudi Garcia, dopo aver battuto l’Egitto nella partita d’esordio, affronterà l’Iran al SoFi Stadium. Se la bassa resistenza dell’Egitto è stato il primo test per la difesa belga, il sistema di transizione 4-2-3-1 dell’Iran rappresenterà una prova di stress per l’intera architettura tattica di Garcia.
L’attacco asimmetrico di Garcia: la logica del sovraccarico sulla destra
Il piano offensivo del Belgio si è già delineato chiaramente nella prima partita: la fascia destra è l’asse principale dell’attacco. Gli inserimenti di Meunier, le incursioni in taglio di Doku, la ricezione di De Bruyne nel mezzo spazio destro – il triangolo formato da questi tre giocatori è la combinazione offensiva più pericolosa del sistema di Garcia. Contro l’Iran, l’efficacia di questo triangolo dipenderà da una variabile: il posizionamento difensivo del terzino sinistro iraniano Ehsan Hajsafi.
Hajsafi, trentaseienne, è uno dei giocatori con più presenze nella storia dell’Iran, ma la sua velocità laterale è un punto debole noto di fronte ai cambi di direzione di Doku. Garcia molto probabilmente ordinerà a Doku di attaccare ripetutamente il canale interno di Hajsafi – non fronteggiandolo sulla linea laterale, ma ricevendo palla e girandosi nello spazio tra Hajsafi e il difensore centrale Shoja Khalilzadeh. Se Doku riuscirà a ricevere palla con costanza in questa zona, l’intera linea difensiva iraniana sarà costretta a inclinarsi verso quel lato, creando situazioni di uno contro uno per Trossard sul lato opposto.
La barriera del doppio mediano iraniano: il ruolo chiave di Ezatolahi
La strategia standard dell’Iran contro avversari di alto livello è quella di compattarsi in un blocco centrale 4-4-2, affidandosi al doppio mediano per coprire lo spazio davanti alla difesa. Ezatolahi è un elemento insostituibile in questo sistema – i suoi dati di intercetto nelle qualificazioni asiatiche (3,2 a partita) e la percentuale di contrasti vinti (67%) sono i più alti della squadra. Il suo compito non è solo interrompere le linee di passaggio di De Bruyne, ma anche, nei cinque secondi successivi alla perdita del pallone, valutare la direzione del contropiede belga e muoversi in anticipo.
Se Ezatolahi dovesse essere costretto a uscire dal campo per accumulo di cartellini gialli o problemi fisici, la struttura difensiva iraniana si troverebbe ad affrontare un rischio sistemico. Il suo sostituto, Rouzbeh Cheshmi, pur essendo fisicamente forte, è molto inferiore a Ezatolahi in termini di senso della posizione e capacità di anticipo – De Bruyne, per tutta la stagione al Napoli, ha sfruttato gli errori posizionali dei centrocampisti avversari per creare occasioni, e non si lascerà sfuggire una simile fessura.
La missione solitaria di Taremi
L’attacco dell’Iran, contro avversari come il Belgio, dipende quasi interamente dalle capacità individuali di Taremi. Non è un piano sostenibile, ma in una singola partita potrebbe funzionare. La stagione di Taremi all’Olympiacos ha mostrato una caratteristica rara: non ha bisogno di molti tocchi per influenzare la partita. Nella Super League greca, il suo numero di tocchi per gol è tra i più bassi tra tutti gli attaccanti – perché i suoi movimenti rivelano l’intenzione solo all’ultimo momento.
Di fronte a Theate e Mechele del Belgio, la chiave per Taremi sarà sfruttare l’esitazione nei cambi di marcatura tra i due. La linea difensiva di Garcia non è una coppia di lunga data – Theate, al Francoforte, giocava come difensore centrale sinistro in una difesa a tre, mentre Mechele, al Bruges, è abituato a una linea alta. La loro intesa posizionale non è ancora consolidata, e Taremi è proprio quel tipo di attaccante che cerca opportunità negli errori dei difensori.
Pronostico
La potenza offensiva del Belgio dovrebbe essere sufficiente per sfondare la difesa iraniana – anche se Ezatolahi giocasse la partita della sua vita, gli assalti ripetuti di Doku, De Bruyne e Trossard troveranno alla fine una crepa. Tuttavia, l’Iran non subirà passivamente come l’Egitto. La loro velocità di transizione è maggiore, e la capacità di finalizzazione di Taremi è di gran lunga superiore a quella di qualsiasi attaccante egiziano (incluso Salah, in termini di pura efficacia sotto porta).
Se il Belgio riuscisse a segnare nei primi venti minuti, la partita potrebbe prendere una piega con un punteggio ampio. Se l’Iran riuscisse a resistere alla fase iniziale e a creare pericoli in contropiede – in particolare sfruttando la velocità di Ghayedi per attaccare lo spazio lasciato da Meunier dopo le sue sovrapposizioni – allora questa partita potrebbe rivelarsi molto più equilibrata di quanto suggeriscano le quote.

