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Iraq: Viaggio verso il 2026

Iraq's Mondiale return is a triumph of resilience — a nation rebuilding from conflict now united behind a fearless young squad. This profile chronicles the Lio

Pubblicato: June 5, 2026

Iraq: Viaggio verso il 2026
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Nazionale Irachena di Calcio: I Leoni della Mesopotamia

La nazionale irachena, conosciuta come "Usud al-Rafidayn" (Leoni della Mesopotamia), ha scritto una delle storie più commoventi del calcio mondiale. In mezzo a guerra, insicurezza e isolamento internazionale, l'Iraq vinse clamorosamente la Coppa d'Asia 2007 — uno dei momenti più emozionanti della storia sportiva recente. La qualificazione al Mondiale 2026 sarebbe il ritorno sulla scena globale tanto atteso.

FONDAMENTA STORICHE

La federazione irachena fu fondata nel 1948. Il debutto mondiale nel 1986 in Messico terminò con tre sconfitte — ma la partecipazione stessa fu il trionfo. La Coppa d'Asia 2007 è l'episodio più drammatico: nel mezzo della guerra civile, una squadra i cui giocatori avevano perso familiari nei bombardamenti e non disponevano di strutture d'allenamento sicure compì un'impresa miracolosa, sconfiggendo Corea del Sud e Arabia Saudita in finale (1-0). Il colpo di testa di Younis Mahmoud è per sempre inciso nell'anima nazionale.

LEGGENDE

Younis Mahmoud, capitano e match-winner della finale 2007. Ahmed Radhi, unico marcatore iracheno in un Mondiale (1986). Nashat Akram, il geniale regista del 2007.

L'ERA MODERNA

Sotto il tecnico spagnolo Jesús Casas emerge uno stile più moderno. Aymen Hussein, capocannoniere della Coppa d'Asia 2023. Ali Jasim e Zidane Iqbal (accademia Manchester United, Utrecht) sono le speranze.

LA STRADA DA PERCORRERE

8,5 posti asiatici rendono realistica la prima partecipazione dal 1986. I Leoni della Mesopotamia sono pronti a tornare.

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