Belgio 0-0 Iran: Pareggio Termina con Controversia nel Recupero
INGLEWOOD, California — Per 94 minuti al SoFi Stadium, Belgio e Iran hanno prodotto una partita della fase a gironi dei Mondiali che sarà ricordata non per la sua brillantezza ma per la sua assenza
Pubblicato: June 21, 2026

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# Belgio 0-0 Iran: Pareggio Termina con Controversia nel Recupero
INGLEWOOD, California — Per 94 minuti al SoFi Stadium, Belgio e Iran hanno prodotto una partita della fase a gironi dei Mondiali che sarà ricordata non per la sua brillantezza ma per la sua assenza. Il risultato finale, 0-0, ha riflesso una sfida in cui la cautela ha soffocato l’ambizione, in cui l’organizzazione difensiva ha prevalso sull’inventiva offensiva, e in cui l’unico vero momento di dramma è arrivato da un rigore reclamato e negato nel recupero. In un Gruppo H che include anche Brasile e Corea del Sud, entrambe le squadre sapevano che un pareggio non era un disastro, ma il modo in cui lo hanno ottenuto ha lasciato interrogativi persistenti sulla loro capacità di avanzare.
La partita è iniziata con il Belgio, quarto nel ranking FIFA, che cercava di imporre la propria superiorità tecnica. L’allenatore Domenico Tedesco ha schierato un 3-4-2-1, con Romelu Lukaku a guidare l’attacco e Kevin De Bruyne in un ruolo libero alle sue spalle. L’intenzione era chiara: usare la capacità di passaggio di De Bruyne per scardinare il compatto blocco difensivo 4-4-2 dell’Iran. Ma dal fischio d’inizio, la disciplina iraniana ha annullato quel piano. Ogni volta che De Bruyne riceveva palla tra le linee, veniva immediatamente circondato da due o tre maglie bianche. Al 10°, il centrocampista del Manchester City aveva completato solo quattro passaggi, nessuno dei quali aveva penetrato il terzo finale.
L’Iran, sotto la guida dell’allenatore Amir Ghalenoei, aveva fatto i compiti. Si sono schierati bassi, con Sardar Azmoun e Mehdi Taremi che arretravano a centrocampo per creare un 4-4-2 che diventava un 4-5-1 senza possesso. I loro terzini, Milad Mohammadi e Ramin Rezaeian, si stringevano all’interno per negare spazio ai laterali belgi, Timothy Castagne e Arthur Theate, per i cross. Il risultato è stato un primo tempo di soffocante contenimento. L’occasione migliore del Belgio è arrivata al 23°, quando Leandro Trossard, partito sulla sinistra del trio d’attacco, è rientrato e ha calciato una conclusione a giro verso il palo lontano. Il portiere iraniano Alireza Beiranvand, che era stato un punto interrogativo dopo un problema all’inguine pre-partita, ha reagito prontamente deviando la palla con il palmo. È stato l’unico tiro in porta nei primi 45 minuti.
L’approccio dell’Iran non era puramente difensivo. Hanno mostrato occasionale ambizione in contropiede, in particolare attraverso i movimenti di Taremi. Al 31°, l’attaccante del Porto ha raccolto un lancio lungo di Saeid Ezatolahi, ha girato Jan Vertonghen all’interno dell’area, e ha costretto il portiere belga Koen Casteels a una parata bassa. È stato un promemoria che l’Iran, nonostante il blocco basso, possedeva la velocità per punire qualsiasi calo di concentrazione. Ma quei momenti sono stati rari. Il tempo è terminato con entrambe le squadre che avevano registrato un expected goals (xG) combinato di appena 0,31, secondo i dati Opta. Il pubblico di 72.438 persone, che includeva una significativa componente della diaspora iraniana che sventolava bandiere e suonava tamburi, è diventato irrequieto.
Il secondo tempo è iniziato con un aggiustamento tattico di Tedesco. Ha spostato Trossard in un ruolo più centrale, giocando di fatto un 3-4-1-2 con De Bruyne e Trossard come doppi trequartisti dietro Lukaku. L’idea era di sovraccaricare il centrocampo centrale iraniano, ma si è rivelata controproducente. Senza ampiezza naturale, il Belgio è diventato prevedibile. I loro attacchi si incanalavano attraverso il centro, dove i difensori centrali iraniani, Morteza Pouraliganji e Majid Hosseini, hanno tenuto duro. Al 54°, De Bruyne ha infilato un passaggio sui piedi di Lukaku, ma la torsione e il tiro dell’attaccante sono stati bloccati da una scivolata di Hosseini. È stato un momento che ha racchiuso la frustrazione del Belgio: l’ultimo passaggio era sempre leggermente fuori misura, l’ultimo tocco sempre soffocato.
L’Iran, percependo la crescente disperazione del Belgio, ha iniziato a spingere più in alto. Al 62°, Azmoun, che era stato silenzioso, ha trovato spazio sul limite dell’area dopo un intelligente uno-due con Taremi. Il suo tiro di sinistro stava andando all’incrocio finché Casteels, in piena estensione, non lo ha deviato sulla traversa. La respinta è caduta sui piedi di Mohammadi, il cui tiro di follow-up è stato spazzato via sulla linea da Wout Faes. È stata l’occasione più vicina al gol per entrambe le squadre, e ha innescato un periodo di pressione sostenuta iraniana. Per i successivi dieci minuti, il Belgio ha faticato a mantenere il possesso. Il loro centrocampo, ancorato da Youri Tielemans e Amadou Onana, è stato sopraffatto. Tielemans, in particolare, sembrava stanco, perdendo tre duelli consecutivi a centrocampo.
Tedesco ha risposto inserendo Jérémy Doku al 69°, sostituendo un esausto Trossard. La corsa diretta di Doku ha immediatamente cambiato il ritmo della partita. Al 73°, l’ala ha puntato Mohammadi, lo ha superato sull’esterno e ha fornito un cross basso che ha attraversato l’area piccola. Lukaku, in scivolata, è arrivato in ritardo di un soffio. Due minuti dopo, Doku è scappato di nuovo sulla destra, questa volta tornando indietro per De Bruyne, il cui tiro di prima intenzione è stato deviato in angolo da Pouraliganji. La sequenza ha offerto un assaggio di ciò che il Belgio avrebbe potuto ottenere con più ampiezza prima. Ma l’Iran, va dato loro merito, ha assorbito la pressione. La loro struttura difensiva è rimasta intatta, con Ezatolahi e Ahmad Nourollahi a proteggere la linea difensiva con energia instancabile.
Gli ultimi dieci minuti sono stati caotici. All’82°, il Belgio pensava di aver ottenuto un rigore quando il cross di Castagne ha colpito il braccio di Hosseini in area. L’arbitro Raphael Claus del Brasile, dopo una lunga revisione al VAR, ha stabilito che il braccio del difensore era in una posizione naturale mentre girava. Le repliche hanno mostrato che la palla ha colpito il bicipite, non la mano, e la decisione è stata confermata. Era una decisione corretta, ma ha lasciato i giocatori belgi furiosi. Lukaku, che era stato isolato e inefficace per tutta la notte, ha alzato le braccia al cielo per la frustrazione. La sua prestazione è stata una metafora della serata del Belgio: 0 tiri in porta, 2 tocchi nell’area avversaria e 4 duelli persi.
L’Iran ha avuto la propria occasione per rubare i punti all’88°. Un rilancio lungo di Rezaeian è stato deviato da Pouraliganji, e Taremi, smarcato sul secondo palo, ha calciato al volo sopra la traversa da sei yard. È stato un errore che lo perseguiterà. Il tiro, cronometrato a 27,3 miglia orarie, è volato alto in tribuna, e Taremi è immediatamente caduto in ginocchio, con le mani sulla testa. La panchina iraniana, che stava festeggiando la costruzione dell’azione, è rimasta in silenzio. Era il tipo di errore che può definire un torneo.
Nel recupero, il Belgio ha spinto per il gol della vittoria. Doku, ora il loro sbocco più pericoloso, ha subito un fallo da Mohammadi sul limite dell’area. De Bruyne si è presentato per il calcio di punizione, ma il suo tiro a giro è finito dritto tra le braccia di Beiranvand, che lo ha bloccato comodamente. Il fischio finale è arrivato poco dopo, accolto da un misto di applausi e fischi. I giocatori si sono scambiati strette di mano, ma c’era poco calore. Entrambe le squadre sapevano di aver lasciato punti sul campo.
Statisticamente, la partita è stata una masterclass difensiva dell’Iran. Hanno effettuato 23 respinte, 12 intercetti e bloccato 5 tiri. Beiranvand, nonostante i suoi problemi fisici pre-partita, è stato poco impegnato per la maggior parte della serata, effettuando solo due parate. Per il Belgio, i numeri sono stati impietosi: 63% di possesso palla, 14 tiri, ma solo 3 in porta. Il loro xG di 0,89 è stato il più basso in una partita di Coppa del Mondo dal 2018. La mancanza di creatività dalle fasce, l’incapacità di scardinare un blocco basso e l’isolamento di Lukaku sono stati tutti problemi ricorrenti che Tedesco deve affrontare prima della prossima partita contro la Corea del Sud.
I giocatori di spicco sono stati pochi. Per l’Iran, Pouraliganji è stato inamovibile in difesa, vincendo 7 duelli aerei e effettuando 4 respinte. La sua partnership con Hosseini, che ha fatto 5 intercetti, è stata il fondamento della solidità difensiva iraniana. A centrocampo, Ezatolahi ha coperto ogni centimetro di campo, completando il 91% dei suoi passaggi e realizzando anche 3 contrasti. Per il Belgio, solo Doku, con i suoi 5 dribbling riusciti in soli 21 minuti, ha offerto una scintilla. De Bruyne, nonostante la sua reputazione, è stato soffocato: 0 passaggi chiave, 1 tiro e 2 palle perse in zone pericolose. È stata una prestazione che ha sollevato domande sulla sua forma fisica, dato che aveva saltato due settimane di allenamento per un lieve problema al bicipite femorale.
La partita ha anche evidenziato una tendenza tattica più ampia in questa Coppa del Mondo: l’ascesa del calcio reattivo e disciplinato. L’Iran, 24° nel ranking, ha ora mantenuto la porta inviolata in tre delle ultime quattro partite contro avversarie tra le prime 10. Il loro piano di gioco non era bello, ma era efficace. Il Belgio, nel frattempo, deve confrontarsi con la realtà che la sua generazione d’oro sta invecchiando. Vertonghen, a 39 anni, ha faticato a contenere la velocità di Taremi. Tielemans, a 27 anni, sembrava fuori ritmo. La dipendenza della squadra da De Bruyne per creare qualcosa dal nulla non è più sostenibile.
Mentre i giocatori uscivano dal campo del SoFi Stadium, il tabellone segnava 0-0. Per l’Iran, era un punto guadagnato con grinta e organizzazione. Per il Belgio, erano due punti persi in un gruppo in cui il Brasile incombe. La strada verso la fase a eliminazione diretta è ancora aperta, ma il margine di errore si è ridotto. In una Coppa del Mondo definita da margini sottili, entrambe le squadre avranno bisogno di più di un pareggio per avanzare. La domanda ora è se riusciranno a trovarlo.

