Belgio 0-0 Iran: Pareggio Termina con Controversia nel Recupero
INGLEWOOD, California — Per 94 minuti al SoFi Stadium, Belgio e Iran hanno prodotto una partita della fase a gironi dei Mondiali che sarà ricordata non per la sua brillantezza ma per la sua assenza.
Pubblicato: June 21, 2026

I contenuti dei fumetti e le statistiche delle partite sono solo a scopo di intrattenimento e possono contenere inesattezze. Per i dati precisi, consultare il sito ufficiale di riferimento.
# Belgio 0-0 Iran: Cartellino rosso, gol annullato, parate miracolose
INGLEWOOD, California — I Mondiali di FIFA 2026 saranno ricordati per molte cose, ma non per quanto accaduto al SoFi Stadium in questa occasione. Belgio e Iran hanno dato vita a un pareggio a reti inviolate tanto teso quanto frustrante, una partita definita da un gol annullato, un cartellino rosso e una prestazione del portiere iraniano che rasentava il miracoloso. Il risultato finale di 0-0 nascondeva il dramma svoltosi in 90 minuti, ma è stato un esito che ha lasciato entrambe le squadre con sentimenti contrastanti: il Belgio a chiedersi come abbia fatto a non segnare in 11 contro 11, e l'Iran a festeggiare un punto conquistato con pura determinazione.
Dal fischio d'inizio, il Belgio ha imposto il proprio dominio in modo tale da far presagire un'imminente rete. I Diavoli Rossi, schierando una formazione ricca di qualità tecnica, hanno bloccato l'Iran nella propria metà campo con incessanti ondate di possesso palla. A tratti, le statistiche erano sbalorditive: il Belgio ha goduto di quasi l'80% del pallone nel primo tempo, una cifra che sarebbe stata ancora più alta se l'Iran non avesse occasionalmente allontanato la sfera. Il trio di centrocampo composto da Youri Tielemans, Amadou Onana e Kevin De Bruyne ha orchestrato il ritmo con precisione, riciclando il possesso e sondando gli spazi nel compatto blocco difensivo 4-4-2 iraniano. I tiri piovevano da ogni angolazione — 11 in totale prima dell'intervallo — ma ogni tentativo veniva o respinto, o deviato a lato, o, cosa più cruciale, respinto dall'uomo che sarebbe diventato il protagonista assoluto della partita.
Quell'uomo era Alireza Beiranvand. Il portiere iraniano, già veterano di tre Mondiali, ha offerto una prestazione che rimarrà impressa nella storia del torneo. Il suo primo intervento significativo è arrivato al 12', quando un tiro a giro di Jeremy Doku sembrava destinato all'incrocio dei pali. Beiranvand, leggendo in anticipo la traiettoria del pallone, si è lanciato alla sua destra e lo ha deviato sopra la traversa con un polso forte. La parata era buona, ma era solo un preludio. Con il passare del primo tempo, la pressione belga si è intensificata. Romelu Lukaku, il punto focale dell'attacco, ha visto una deviazione di testa da distanza ravvicinata respinta dal palmo teso di Beiranvand. De Bruyne, orchestrando dalla profondità, ha scagliato un tiro basso che il portiere ha bloccato al secondo tentativo. La retroguardia iraniana, guidata dall'esperto Morteza Pouraliganji, ha tenuto duro, ma le crepe cominciavano ad apparire.
Il momento decisivo del primo tempo è arrivato al 25', ed è stato un momento di alta tecnologia e alta controversia. L'Iran, dopo aver superato la tempesta, ha lanciato un raro contropiede. Un pallone lungo superava la difesa e trovava Mehdi Taremi, l'attaccante del Porto, che aveva sincronizzato alla perfezione la sua corsa. Mentre il pallone scendeva, Taremi lo ha controllato di petto, ha toccato e ha infilato un tiro preciso oltre Thibaut Courtois. La panchina iraniana è esplosa, e i tifosi al seguito sugli spalti del SoFi Stadium hanno ruggito. Ma la festa è stata di breve durata. La bandierina dell'assistente era rimasta abbassata, ma il video assistant referee (VAR) stava già rivedendo l'azione. Dopo un lungo controllo, la decisione è arrivata: fuorigioco. Il margine era minimo — la larghezza di una spalla, secondo la trasmissione ufficiale. La spalla sinistra di Taremi, quella più vicina alla porta, era stata di una frazione più avanti dell'ultimo difensore belga, Nathan Ngoy. Il gol è stato annullato, e le speranze dell'Iran di un vantaggio a sorpresa sono state infrante. La decisione era corretta secondo il regolamento, ma ha lasciato un sapore amaro per chi ama il fluire del gioco. Per il Belgio, è stata una tregua, ma è servita anche da avvertimento: l'Iran non era lì solo per difendere.
Il secondo tempo è iniziato con il Belgio di nuovo in attacco, ma lo schema del primo tempo si è ripetuto. I tiri partivano, le occasioni venivano create, ma Beiranvand era un muro. Al 58', ha prodotto la parata della partita — un'incredibile respinta con una mano su un potente tiro al volo di Maxim De Cuyper. Il terzino sinistro belga, sovrapponendosi dalla sua posizione di esterno, aveva colpito pulitamente un cross che curvava verso il palo lontano. Il pallone viaggiava con velocità e parabola, e sembrava destinato all'incrocio. Beiranvand, reagendo in una frazione di secondo, si è gettato alla sua destra e in qualche modo ci ha messo una mano, deviandolo sopra la traversa. Lo stadio è rimasto senza fiato. Persino i giocatori belgi si sono fermati, scuotendo la testa increduli. Era il tipo di parata che definisce i tornei, il tipo che rende un portiere un eroe nazionale.
Ma la fisionomia della partita è cambiata irrevocabilmente al 66'. L'Iran, ancora in contropiede, ha giocato un filtrante perfettamente dosato che ha spaccato la difesa belga. Taremi, ancora una volta, ne ha beneficiato. È galoppato verso il pallone, libero dall'ultimo difensore, con solo Courtois da battere. Nathan Ngoy, il giovane difensore centrale belga, era fuori posizione e disperato. Si è tuffato, afferrando Taremi per la spalla e trascinandolo a terra. L'arbitro, ben posizionato, ha immediatamente fischiato e ha raggiunto la tasca posteriore. Era un cartellino rosso diretto — l'ottavo del torneo, una statistica che sottolineava la fisicità e la posta in gioco alta di questi Mondiali. Il volto di Ngoy si è spento mentre usciva dal campo. Il Belgio, già frustrato per l'incapacità di segnare, era ora in 10 uomini per gli ultimi 24 minuti più recupero.
La decisione ha costretto l'allenatore del Belgio Domenico Tedesco a un immediato rimpasto tattico. Ha sacrificato Romelu Lukaku, la minaccia offensiva più potente della squadra, al 73', sostituendolo con il difensore Arthur Theate. La mossa era pragmatica ma dolorosa. Lukaku, che era stato un punto focale del dominio del primo tempo, non aveva segnato, ma la sua presenza aveva occupato i difensori centrali iraniani. Senza di lui, l'assetto del Belgio è passato a un 4-4-1, con De Bruyne spinto più avanti come unico attaccante, ma lo slancio offensivo era svanito. La squadra che aveva dominato il possesso per 66 minuti era ora ridotta a ripartire in contropiede, sperando di cogliere l'Iran alla sprovvista.
L'Iran, fiutando il sangue, si è spinto in avanti con rinnovato vigore. Taremi, ancora furioso per il gol annullato, è diventato un costante fastidio, abbassandosi per collegare il gioco e procurandosi falli. Sardar Azmoun, il suo compagno d'attacco, ha messo alla prova Courtois con un tiro basso che il portiere belga ha parato agevolmente. Ma l'occasione migliore dell'Iran è arrivata al 82', quando un calcio d'angolo è stato deviato sul primo palo ed è caduto sui piedi di Pouraliganji, la cui testata sembrava destinata in rete finché Courtois, mostrando la sua classe, non l'ha deviata in acrobazia sopra la traversa. Il portiere belga, alla sua 17ª presenza in un Mondiale, aveva eguagliato il record assoluto belga di Enzo Scifo. Era una pietra miliare degna di nota, ma Courtois l'avrebbe scambiata volentieri per una vittoria.
Gli ultimi minuti sono stati una faccenda frenetica e sconnessa. Il Belgio, con 10 uomini, difendeva basso, con i centrocampisti che ripiegavano con disperazione. De Bruyne, di solito il direttore d'orchestra, era ora un passeggero, isolato e frustrato. L'Iran gettava corpi in avanti, ma al loro ultimo passaggio mancava precisione. L'arbitro ha aggiunto cinque minuti di recupero, e in quel lasso di tempo, l'Iran ha avuto un'ultima chance. Un calcio di punizione dal limite dell'area è stato crossato, e il pallone ha rimbalzato in area di rigore prima di cadere sui piedi di un subentrato, il cui tiro è stato bloccato da una scivolata di Theate. Il fischio finale è suonato, e il tabellone segnava 0-0.
Per il Belgio, il risultato è sembrato una sconfitta. Avevano dominato il primo tempo, creato 11 tiri e controllato il possesso, eppure se ne sono andati con un solo punto. Il cartellino rosso a Ngoy è stato un disastro, ma l'incapacità di segnare in 11 contro 11 era la preoccupazione più profonda. Il sacrificio di Lukaku per Theate è stata una necessità tattica, ma ha evidenziato la fragilità della profondità della loro rosa. La presenza da record di Courtois è stata una nota a piè di pagina in una serata di frustrazione. La squadra dovrà riorganizzarsi rapidamente, poiché il loro percorso verso la fase a eliminazione diretta appare ora più precario.
Per l'Iran, questo è stato un punto conquistato con grinta e una prestazione da portiere di livello mondiale. La prova di Beiranvand — la parata con una mano su De Cuyper, le numerose respinte da distanza ravvicinata — è stata roba da leggenda. È stato nominato FIFA Man of the Match, e la decisione è stata unanime. I suoi compagni, in particolare Taremi, a cui è stato annullato un gol ingiustamente (o giustamente, a seconda del punto di vista), si sentiranno penalizzati ma anche orgogliosi. Avevano tenuto in scacco una delle favorite del torneo, e lo avevano fatto con disciplina e resilienza.
La partita al SoFi Stadium non è stata un classico. È stata una partita di margini sottili, di una larghezza di spalla, di un cartellino rosso, di un portiere al suo apice assoluto. È stato un promemoria che il calcio, al suo livello più alto, riguarda spesso ciò che non accade tanto quanto ciò che accade. Il Belgio guarderà indietro al primo tempo e si chiederà come abbia fatto a non segnare. L'Iran guarderà indietro al 25° minuto e si chiederà cosa sarebbe potuto essere. Alla fine, il punteggio di 0-0 è stato un giusto riflesso di una partita che aveva tutto tranne un gol.

